3×16: La solitudine dell’hardcore gamer

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Essere un hardcore gamer oggi

Benvenuti ad un nuovo episodio di Dietrologia Videoludica dove verrà discusso, questa volta, le trasformazioni del gameplay dei videogiochi, dai primordi fino ai nostri giorni; qualcosa è davvero cambiato? ma prima di porci le consuete domande che, come emuli di Roberto Giacobbo, resteranno come al solito senza risposte, dedichiamoci ad un po’ di Primi avvii, con Giuseppe Saso che ci racconterà i suoi inizi in “Final Fantasy XV: Episode Duscae”, “Final Fantasy Type 0 HD”, “BoxBoy!”, “Xenoblade Chronicles 3DS”, “Life is strange episode 2”, “Games of Throne episode 3”. Dunque è il momento dei quesiti:

  • Tutto si è trasformato con la consueta velocità con cui muta la tecnologia e oggi tra checkpoint, salvataggi, respawn, autosave e tutorial di oltre tre ore, la vita del giocatore si è molto semplificata. Perché i videogiochi diventano sempre più facili?
    Come mai siamo costretti ad osservare giochi che hanno una difficoltà tale che una scimmia bendata potrebbe finirli in mezza giornata?
  • Come si collocano invece i titoli improbabili, i cosiddetti “Souls”, nel panorama videoludico attuale? Abbiamo davvero bisogno di tanta frustrazione per divertirci come un tempo?
  • La ricerca della vendita di massa sta uccidendo il videogioco inteso come sfida oppure sta naturalmente evolvendo verso qualcos’altro?
    Se è così, cosa sta diventando e cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro? E’ lecito, per chi ha giocato come noi titoli che per finirli dovevi compiere un impresa, bestemmiare le software house o siamo solo vecchi ruderi videoludofruitori? Alcuni produttori di videogames affermano che la semplicità serve a fare in modo che i giochi vengano terminati e non buttati ad ammuffire dopo due giorni. E’ solo una scusa?
  • Ma poi cosa si intende davvero per “hardcore gamer” del titolo? Quello che gioca a tutto? Quello che finisce tutto con una mano sola platinando ogni gioco? Dite la vostra definizione.

Infine Carlo Burigana ci delizierà i timpani col nuovo “Passione Sound Design” dedicato a “Splinter Cell

Buon ascolto!

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