Modus operandi – di maniaci e compulsivi

Siamo tutti malati

Facciamo coming out. Ogni videogiocatore, in fondo, è un ossessivo compulsivo o un maniaco metodico. Di videogiocatori normali non ne esistono. Non mi riferisco ai bimbiminkia, sia chiaro. Quelli sono così a prescindere dall’essere videogiocatori o meno. Se sei un bimbominkia, lo sei sempre, anche durante una partita di calcetto. Mi riferisco a tutti quelle “manie” e “perversioni” che ogni videogiocatore ha più o meno consapevolmente. Cercherò di elencare quelle più comuni includendo, ovviamente, anche le mie. Escluderemo il collezionismo, in quanto argomento già trattato nello scorso articolo. Si perché, per gli psicologi, anche il collezionismo e tutto quanto sia legato alla mania di accumulare oggetti è un evidente sintomo ossessivo compulsivo. Proprio tu che conservi tutte le confezioni originali dei giochi della Lucas Arts sei malato. E’ bene che tu lo sappia. Non ti servirà a niente bruciarle. Le urla della scimmia a tre teste riecheggeranno per sempre nella tua testa.

Modus operandi & manie

E’ bene differenziare il giocatore maniaco metodico da quello ossessivo compulsivo. Il primo avrà, generalmente una vita più normale del secondo, anche perché i sintomi sono più facilmente controllabili. Il videogiocatore maniaco metodico ha un suo modus operandi che non cambia mai. Anche se lui cercasse di contrastare lo schema mentale sarebbe solo uno sforzo inutile. Lo scoiattolo a due teste avrebbe sempre la meglio. Iniziamo ad elencare, a partire da quelli più lievi finendo con le più devastanti, i sintomi del videogiocatore maniaco metodico.

  • Sintomo 1: Videogiocatore che gioca sempre un solo titolo alla volta.
    Sono io. Una volta che inizio un gioco DEVO giocare solo e soltanto a quello. Dentro la mia mente malata diventa chiaro che ogni altro gioco distoglierebbe la mia concentrazione e se cominciassi a giocare ad un altro gioco sicuramente non mi ricorderei più i tasti di quello precedente. Questo sintomo ha una variante sportiva. Quelli che giocano o solo a FIFA o solo a PES altrimenti si confondono. Non ammetteranno mai la loro malattia ma si giustificheranno dicendo “A me PES fa schifo” o viceversa.
  • Sintomo 2: Videogiocatore che gioca sempre più titoli alla volta. E’ la nemesi del sintomo uno. Questi videogiocatori non riescono a giocare per più di due giorni ad un stesso gioco. Devono obbligatoriamente intervallare l’esperienza con altri titoli. Di solito giocano in contemporanea a tre FPS mandando il cervello in lag permanente.
  • Sintomo 3: Videogiocatore che quando gioca ad un videogioco che abbia una attinenza con un film, prima di giocare si deve vedere quel film. Sono sempre io. Ad esempio, ogni volta che inizio un videogioco ambientato nel mondo di Star Wars mi devo rivedere prima tutti i relativi film (tutti e sei si intende). Questo per “ambientarmi” meglio. Lo stadio più grave lo raggiunsi quella volta che iniziai Max Payne e dovetti guardarmi Matrix perché il bullet time era da lì ispirato. Il casino è quando devo iniziare qualche titolo basato sul Signore degli anelli.
  • Sintomo 4: Videogiocatore che quando gioca ad un gioco seriale, si deve prima giocare tutti i giochi precedenti. Trattasi di mio cugino. Se dovesse uscire Resident Evil 7, lui non riuscirebbe a giocarlo senza prima giocarsi il 5 ed il 6 che ancora non ha giocato. Se gli volete male regalategli Final Fantasy XV per PS4.
  • Sintomo 5: Videogiocatore “timbratore di cartellino”. E’ il videogiocatore che prende l’attività videoludica come un lavoro. Deve giocare perché è costretto a farlo non perché è contento di farlo.
    Modus operandi
    Il Modus operandi di chi il videogioco lo prende come un lavoro

    Di solito mentre gioca esterna frasi del tipo “I giochi di prima erano più belli” “Ormai non c’è più originalità fanno solo sequel” annoiandosi sempre tantissimo. Usualmente quando conclude una sessione di gioco è più stanco di un minatore del Sulcis.

  • Sintomo 6: Videogiocatore distratto. Ha una qualche attinenza col sintomo di sopra. E’ il videogiocatore che mentre sta giocando sta pensando o facendo altro. Anche lui deve giocare per forza ma cadendo dopo pochi minuti in uno stato catatonico ed inserendo una sorta di “pilota automatico” mentre fragga qualcuno sta rivivendo mentalmente la peperonata della sera prima.
  • Sintomo 7: Videogiocatore “orario del tram”. E’ quello che gioca sempre gli stessi giorni della settimana e sempre negli stessi orari. Ancora mio cugino. Lo troverai sempre davanti al monitor il venerdì sera dalle ore 21:30 alle ore 02:30 perché il sabato non lavora, il lunedì ed il martedì dalle ore 18:30 alle ore 20:00 perché fa il primo turno, il mercoledì e giovedì ha karate quindi nulla e domenica riposo. Devo dire che, da quanto sono nati i miei figli, anch’io sto accusando questo sintomo. Ma solo per necessità. Provate voi a giocare, al di fuori di orari notturni, con due bambini di uno e due anni che gironzolano per casa con la sola idea in testa di sovvertire ogni ordine costituito.
  • Sintomo 8: Videogiocatore stagionale. Come il videogiocatore orario del tram anche quello stagionale ha una sua schedulazione immutabile nei tempi di gioco. Solo che qui stiamo parlando di intere stagioni. Io sono un giocatore stagionale. La colpa, però, è di Microsoft. La mia 360 viene accesa a partire dal 1 Novembre fino al 31 di Maggio. Questo per evitare che le alte temperature estive mi possano far rivivere il trauma di una quarta fusione consecutiva. Dal 1 giugno al 31 di ottobre sono ammessi solo giochi “estivi” molto casual di solito con console a prova di fusione tipo Wii. Ovviamente oltre al guardaroba, il giocatore stagionale, fa il “cambio di stagione” anche allo scaffale dei videogiochi.
  • Sintomo 9: Videogiocatore “the ending”. E’ colui che quando inizia un titolo deve assolutamente completarlo. Nel caso si presenti in accoppiata col Sintomo 1, se si sta affrontando un titolo impegnativo tipo Dark Soul, potrebbe portare alla morte cerebrale del videogiocatore in tempi relativamente brevi.
  • Sintomo 10: Videogiocatore “Endless”. Al contrario del Sintomo 9, il Videogiocatore malato di Endless non riesce mai a finire un titolo fosse anche MOH Airborne che si finisce in 2 ore da solo.
  • Sintomo 11: Videogiocatore “multiplayerincapace”. Sintomo comune, specialmente per quanto concerne gli FPS. E’ quel giocatore che gioca al multiplayer approcciando il gioco come se fosse in single. Il videogiocatore multiplayerincapace si riconosce in quanto lo trovi perennemente in copertura o alla ricerca della stessa, statico quanto un comodino e che si fa ammazzare sempre da un colpo ravvicinato alle spalle. E prova pure a spiegargli che il gioco in multiplayer va approcciato diversamente, per lui non sarà mai vero.

Passiamo adesso ad elencare, la patologia più grave: il videogiocatore maniaco ossessivo compulsivo. I sintomi sotto riportati sono spia di patologie ben più gravi.

  • Sintomo 12: Videogiocatore “tale e quale”. E’ il videogiocatore che, in ogni gioco di ruolo, crea un personaggio con le sue fattezze (e per farlo impiega un tempo uguale al completamento del gioco stesso) chiamandolo sempre con una storpiatura del suo nome reale. In Mass Effect si chiamerà Lucas Shepard, in Dark Age sarà un Elfo arciere con la panza chiamato Lucolas, in Star Wars Kotor sarà Luka Camminaincielo e così via. Ogni riferimento a redattori reali di Dietrologia Videoludica è puramente casuale.
  • Sintomo 13: Videogiocatore “buon samaritano”. E’ quello che nei giochi deve avere sempre il comportamento più eticamente corretto possibile. E questo in un RPG ci potrebbe anche stare. Il problema sorge quando a GTA si ferma sulle strisce per permettere l’attraversamento dei pedoni.
  • Sintomo 14: Videogiocatore smanioso. Anche questo molto comune. Possiamo asserire, senza paura di essere smentiti, che il 95% dei videogiocatori ne è affetto. Il videogiocatore smanioso è quello che appena compra un gioco nuovo, solitamente al day-one (ma non questa è una condizione non necessaria), è colto dall’irrefrenabile voglia di giocare immediatamente. Guai se qualcosa si frappone fra lui ed il nuovo titolo. Di solito inibisce perfino le più banali funzioni vitali come mangiare, scorreggiare e lavarsi (non necessariamente in quest’ordine) pur di giocare al più presto. Al Game Stop (o in una qualsiasi catena informatica) può essere facilmente riconosciuto in quanto, in fila alla cassa, oscilla nervosamente avanti ed indietro, lanciando sguardi tipo Jack Nicholson in Shining a chi in fila prima di lui e che gli sta facendo perdere del tempo prezioso.
  • Sintomo 15: Videogiocatore “customizzatore”. Il videogiocatore customizzatore è quello che non può avere un computer/case/console/joypad standard. Deve per forza avere un PC o una console con un case moddato coi led, magari con un processore raffreddato ad acqua. Ovviamente il joypad avrà la colorazione mimetica ed ogni gioco da lui posseduto solo ed esclusivamente in versione speciale “ultra-deluxe”. Regalargli a Natale un gioco in edizione “non limited” equivale ad inimicarselo per tutta la vita.
  • Sintomo 16: Videogiocatore “perfettino”. Il Peggiore. E’ quello che di ogni gioco deve visionare ogni singolo anfratto, collezionare ogni singolo bonus, ammazzare ogni singolo nemico del livello. Vedere la scritta “Gioco completato al 100%” è la sua ragione di vita.
    Modus operandi
    Modus operandi del perfettino: platinatori per forza

    Un avvertimento: mai giocare con un videogiocatore perfettino accanto. Vista la maniacale cura con la quale avrà sicuramente finito il gioco prima di te, riuscirà a vomitarti addosso una caterva tale di consigli da farti stare male. Consigli di cui a te importa una cippa perché tanto tu vuoi solo finire il livello e non prendere quella maledetta gemma nascosta su quella piattaforma irraggiungibile perfino per gli sviluppatori.

Inutile dire che questo elenco di sintomi non ha valenza scientifica, ma è solo frutto della mia lunga esperienza personale. Quindi, se qualcuno di voi non è affetto da nessuno di questi sintomi pur ritenendosi un videogiocatore c’è una spiegazione, sei perfettamente sano ed io mi sono sbagliato… e quella che hai appena visto non è una scimmia a tre teste.

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