[Entropia] Diablo 3

non morire!

 

Diablo III o come dicono in Svizzera: Teufel Drei

L’altro giorno ho mangiato un mucchio di sale per sbaglio.

Stavo giocando a Diablo 3: Reaper of Soul e mi sono distratto, pensavo che fossero solo residui di salatini e invece, quando l’ho sentito scendere per l’esofago, mi sono reso conto di aver ingerito una quantità spropositata di sale.

Nausea. Una sensazione di bruciore che lentamente striscia nelle mie budella come Venom mentre mi rendo conto di quello che ho fatto e mi trovo indeciso se mettere fine al tutto andando a vomitare oppure optare per una lenta sofferenza con meno fastidio. Ovviamente scelgo quest’ultima.

Ma ho continuato a giocare lo stesso, la sera sono pure uscito. Sudori freddi nella notte zurighese, mi ritrovo nel solito pub con karaoke annesso, sparisce mio fratello che viene ritrovato addormentato in camera sua a orari talmente umani dall’essere preoccupanti. Canto un pezzo dei Nirvana e corro a casa – “Ma che vai via così presto?”
Sì, finisco presto perché il mio stomaco ha deciso di fuggire dal mio naso.finisco per fare le quattro del mattino con Diablo 3 su PS4, unito da altri personaggi insonni provenienti da FreePlaying.

Non è la prima volta che Diablo mi frega così, per qualche oscuro motivo quel giochino vecchio e ripetitivo mi tiene incollato per ore alla televisione in attesa di picchiare un mostro più forte, ottenere un drop migliore, un drogato allo sportello in attesa del metadone insomma. Ma dopotutto viene dalla Blizzard che ha tenuto le mie chiappe incollate alla sedia per decine di ore con World Of Warcraft, e che di creare dipendenza tramite i propri videogiochi ha fatto un suo cavallo di battaglia nascosto – neanche poi tanto – .
Mando giù qualche birra e il gioco continua a scorrere sempre più veloce e frenetico, eseguo i pattern e le rotazioni di combo giuste per fare più danni in maniera meccanica, e la cosa mi piace. Normalmente sarei rimasto disgustato da tutta questa ripetitività e invece mi prende, difatti sto bene attento ad aver fatto prima tutti i compiti per le vacanze prima di mettermi a giocare e a togliere ore di vita a cose che magari sarebbero più importanti, sotto punti di vista che sinceramente non condivido in pieno.

La questione reale è questa: ho pagato il gioco a prezzo intero, sessanta soldi dell’Europa unita, gioco + espansione. E-che-cazzo. Il gioco è uscito nel 2012 per PC e qui siamo agli sgoccioli del 2014, perché cazzo me lo fate pagare a prezzo intero solo perché c’è un’espansione? La grafica è la stessa, il gameplay pure, c’è qualche missione in più e qualche extra ma gira e rigira l’ho finito in poco tempo e ora lo sto sfondando per arrivare al livello 70 il più in fretta possibile, senza morire dato che gioco in modalità hardcore e se muori una volta rimani morto forevah and evah. Se mi muore il PG quel gioco lo disinstallo e bestemmio tutti i santi del calendario uno sì e l’altro pure.

L’illuminazione.

Istituire punizioni corporali per le software house che fanno pagare lo stesso gioco di anni prima a quel prezzo. Niente di pesante, una roba vecchia scuola tipo il giro di chiglia o ancora meglio la gogna nella pubblica piazza, con un bel cartello davanti e il prezzo del gioco comprensivo dell’anno di pubblicazione.

‘Sto gioco mi ha preso male.

Ste

[Spam] L’immagine di copertina è stata realizzata dalla bravissima Chiara Riberti, dopo alcune minacce e alcune mazzette per nascondere le suddette minacce, ha deciso di concedermi la sua tavoletta grafica in pegno!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.