Sulla realtà virtuale sui giochi e sul correre seduti

Realtà Virtuale, fatica reale

Ultimamente sto seguendo con un certo interesse l’evolversi della tecnologia in merito alla realtà virtuale, come l’Oculus Rift recentemente diventato un progetto made in Facebook, ma anche l’equivalente Project Morpheus di Sony, per non parlare di pedane, giubbotti e altra roba da indossare per aumentare l’immersività del videogioco. E’ su questa ultima parola che vorrei soffermarmi, come identificare questo nuovo (ma mica tanto) interesse per la realtà virtuale? possiamo ancora parlare di videogiochi? Cominciamo quindi col dare la definizione di videogioco, il che non è tanto banale visto che questo termine fa da ombrello a tutta una serie di esperienze videoludiche che vanno dal gioco propriamente detto, fino a delle storie interattive che puntano tutto sulla trama piuttosto che sulle dinamiche di gioco. Wikipedia dice che un videogioco è “un gioco gestito da un dispositivo elettronico che consente di interagire con le immagini di uno schermo” quindi si la realtà virtuale, in quanto tale, ci sta in pieno, eppure continuo ad avere dubbi; magari si potrebbe parlare di simulazione, trovarsi a bordo di una macchina da corsa piuttosto che su un aereo, di un treno, o anche un FPS, del resto un videogioco potrebbe anche essere considerato una simulazione elettronica di una avventura.

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Chissà cosa avrà appena visto… quando la realtà virtuale stupisce

Probabilmente i miei dubbi derivano dal modo in cui siamo abituati a giocare, chi con il pad chi con mouse e tastiera, comodamente seduti in poltrona/divano al limite su una sedia, mentre per la realtà virtuale si è costretti ad indossare un visore e in futuro magari altri dispositivi o armarci di pedane per simulare la camminata/corsa, è un modo di giocare passatemi il termine “impegnativo” sarebbe come tornare da scuola o dal lavoro e correre tutte le sere a giocare a softair piuttosto che starsene spalmati sul divano o alla scrivania a premere tasti… Sarebbe sbagliato prendere queste riflessioni come conservatorismo, visto che il modo di interagire con il videogioco con il tempo si è evoluto, si è passati da una manopola fino ai controller che oggi conosciamo, quindi chi parla di snaturamento del videogioco a mio avviso sbaglia, più che altro bisognerebbe capire come noi ci approcciamo al videogioco, se preferiamo la comodità oppure l’immersività. Che tipo di giochi vorreste con la realtà virtuale? O meglio qual è l’esperienza che vorreste assolutamente vivere, e che vi spinga ad indossare giubbotti e visori al fine di avere la massima immersività attualmente possibile? …

…Ovviamente porno escluso 😀

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