2×09 Il Microcosmo della N

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Nintendo: c’è chi la ama, e chi no.

La Nintendo la fa da padrone in quest’episodio di Dietrologia Videoludica dedicata alla casa Nipponica che ha dato vita ad alcune delle icone e dei giochi più famosi degli ultimi trent’anni; gioie e dolori, alti e bassi verranno disquisiti nel corse della puntata in cui Simone “Cognome” Andreozzi, autore dell’episodio, tesserà le lodi della sofware hose mamma di Mario e Co. coadiuvato da un solerte Luigi Marrone che inseme a Peppe Saso analizzeranno il fenomeno  Nintendo nelle sue diverse angolazioni. Tra ricordi, esperienze successi e delusioni faranno da sottofondo mentre un riflessivo Distruggitore cerca di capire perché tanta gente è così affezionata alla grande N perché a lui, se andiamo a guardare bene, non glien’è mai fregato niente.

 

  • Dalle origini, Nintendo ha preso sempre una strada diversa rispetto al resto delle software house, è partita dal fisico, dalle carte ad arrivare ai giocattoli (ricordiamo l’episodio di Archeologia Videoludica http://www.archeologiavideoludica.net/2012/10/3×02-ninte-ndo-cojo-cojo-la-via-delle.html. E’ indubbio che il “gameplay” è stato sempre il fulcro principale dei suoi prodotti. Questo la differenzia in tutto l’approccio di ricerca e sviluppo per le sue macchine.

  • La svolta del Wii, fu sicuramente quella di individuare zone del mercato inesplorate, e in una maniera amichevole, non aggressiva, più approcciabile da tutti. Tutta la filosofia di “Revolution” fu esattamente quella di approcciare le persone come nessuno aveva fatto prima e specialmente non stava facendo più nel periodo PS/PS2. L’invenzione del Wiimote, dei Mii e di tutto quel bianco era il continuum di ciò che aveva lanciato il DS con la sua versione Lite plus l’arrivo di Brain Training. Cose che dagli altri lidi non ha recepito quasi nessuno in tempo.

  • I momenti di sfiga più grossi, sono stati quelli che hanno visto i dirigenti, provare a snaturare lo spirito della casa di Kyoto, infatti con N64 e Gamecube la direzione per sempre perpetrata venne abbandonata per la gara a chi ce l’aveva più grosso il bit.

  • (Luigi Marrone. Appunti) “La copertina di Super Mario 3D world: un insieme di elementi emblematici da analizzare per studiare la strategia vincente di Nintendo: il gusto, il sapore, il colore al servizio di un’idea infantile, cartoonesca di videogioco… Lo stesso GamePad vi si sposa alla perfezione. Tenuto Fra le mani, la cicciosa plasticosità ergonomica del Gamepad impugnato si sposa coi suoni, i colori e mondi zuccherosi e pieni di Super Mario 3d world, a partire dalla sua copertina. Sembra di “giocare” a un Kinder Bueno mischiato a nuvole che incontrano i bianchi e i rossi degli incarti Kinder, luccicanti e fruscianti… Ecco cos’è Super Mario: un prodotto creato a tavolino dalla Ferrero. La copertina del gioco è un Kinder Sorpresa con dentro del cioccolato videoludico, il cui blu turchese regala un’idea di cioccolatoso sapore. Il giallo quasi arancio sorridente della tuta di Mario Gatto, le zampe ficcate in bianchi guanti di spugnosa bambagia… un invito fatto di vaporoso zucchero filato da gustare e squagliare in bocca. In questa copertina c’è Chicco, Prenatal e tutto l’immaginario morbidoso dell’universo della puericultura dei neonati e l’infanzia. È sufficiente analizzare la cover di un gioco di Mario per avanzare uno studio cognitivo sulla percezione pedagogica, sulle memorie impressionistiche d’infanzia del giocatore. Funghi gommosi di caucciù, zuccheri, pan pepato, Scivoli, tubi verdi, canali trasparenti lucidissimi e aspiranti, Campanellini, vortici di lecca lecca, Walt Disney e Willy Wonka. Lo si può mangiare sinesteticamente, un Super Mario. Per quanto Wii U abbia vendite scarse, si tratta di una consolidata strategia vincente, per grandi e piccini, che comunque e sempre ti afferra per le palle.”

Buon ascolto

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