1×14: La Terza Età Videoludica

terza età videoludica

Episodio dedicato alla terza età videoludica.

Biggio però era preoccupato dalla possibilità di trovare un treno diretto Milano Sardegna centrale tipo Galaxy Express 999, quindi il Distruggitore si offriva di aiutarlo ma solo a tempo perso e solo con la collaborazione de ILPIZZI che declinava affermando che “non je stava bene.”

Accade così, di colpo. Un giorno spegni la console e all’improvviso t’accorgi che i videogiochi non ti trascinano ed emozionano come un tempo. Non c’è più alcuna traccia di quella fanciullesca ingenuità, la sindrome di Peter Pan è svanita. Hai appena smesso di giocare di soppiatto, nella manciata d’ore sottratte ad un sonno del quale hai imparato a non sentire più il bisogno. Non sei più la persona di una volta. Sei cresciuto, biologicamente invecchiato, forse anche più maturo. Niente è come prima: gusti, abitudini e livello di sfida cambiano, gli impegni e le spese quotidiane sono tutti fattori in continuo divenire, mentre fatichi a trovare il tempo di stare dietro alla tecnologia che sforna costosi scatoloni neri dalla grafica avveniristica e molteplici funzionalità. Feticci elettronici che non riponi più nella tua cameretta bensì nel salotto di casa. Alla soglia dei trent’anni, la terza età videoludica, continui imperterrito a perdere tempo dietro qualcosa che tu pensi abbia ancora un briciolo di dignità. Perché? Si tratta forse di passione? Quando finirà mai quest’idilliaco amore platonico? Siamo la generazione degli eterni bambini, la generazione che da un lato vuole crescere ma dall’altro non vuole abbandonare quello che l’ha fatta crescere, l’aspetto videoludico della vicenda, e per questo, siamo una generazione estremamente bistrattata: siamo i mammoni, gli eterni bamboccioni, che restano basiti nel momento in cui un giovincello qualunque pieno di tracotanza si rivolgerà a noi dicendo: <<I giochi da tavolo non mi interessano, il passato è passato mentre il presente c’è…>>

Benvenuti nella terza età videoludica! Procuratevi pappagallo, pannolone e amplificatore acustico, ascoltate la puntata e non perdetevi il primo miniepisodio dei “gerontogamers”.

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