Ode alla nostalgia canaglia

Nostalgia

Nostalgia canaglia dal nostro Al Bano/Bertoni.

Lo ammetto: sono affetto da retrogaming compulsivo. Tranquilli, non è una malattia infettiva, ma nemmeno qualcosa da cui si può guarire; è più una disposizione dell’animo che spesso (e volutamente) trascende il freddo novero di bit e poligoni.

Non sto parlando infatti del desiderio di giocare a glorie o orrori del passato videoludico per il semplice gusto di farlo, ma del tentativo, più o meno esplicito, di rivivere momenti e sensazioni che ormai, sempre più spesso, sono  retaggio di un’età (anagrafica e non) troppo lontana per essere ancora attuale.

In questi frangenti il videogioco, per brevi (lucidi) momenti, funge da ponte della memoria, da portale verso emozioni che spesso richiamano sapori di un altro mondo che esiste ormai solo in reconditi angoli della memoria; alcuni le chiamano madeleine così da utilizzare il fascino del termine esotico per classificare bisogni e sensazioni naturali, personalmente preferisco pensare a tutto ciò semplicemente come ad un altro io che cerca di trovare il suo spazio in un mondo che non gli appartiene. Una lotta per mantenere viva la coscienza del tempo che scorre.

Nostalgia
Evolution

Il lato negativo della medaglia di questo ragionamento è che spesso i tanti attesi stupore e meraviglia si fermano sull’uscio, lasciando un tiepido sapore agrodolce in bocca, quasi come quando si rivive il ricordo di un sogno e si ha l’impressione di vederselo scivolare come sabbia fra le mani. Più si tende all’immagine ricercata, più questa diviene sfocata. E allora, quando si prende coscienza di ciò, ci si domanda se forse tutto sia inutile, un mero lottare contro il corso di un fiume che non si può arrestare.

Ma proprio in quel momento di pia rassegnazione il vero oldgamer prende coscienza di sé non facendosi fermare da un pragmatismo che lo vorrebbe sconfitto: il sapere di esserci stato, la coscienza del conoscere per empirismo e non per mera teoria il momento in cui i pixel presero vita e il comprendere che è grazie a ciò che fu che ora possiamo tornare a pescare nel passato con l’orgoglio e l’affetto di un padre verso figli che stanno diventando grandi, sono tutti elementi che rendono il continuo correre e rincorrere a ricordi troppo belli per essere veri un momento a cui non si può rinunciare.

Riflettere infine che è grazie proprio al bistrattato videogioco che si formulano questi pensieri è probabilmente la vittoria più grande per un compagno di giochi che ci ha accompagnato nel nostro cammino di crescita.

Buon Natale gamers e se un po’ di nostalgia farà capolino nella notte delle notti, siate felici di ciò che fu e che è parte irrinunciabile della vostra vita, lasciando alle fredde luci verdi del vostro monitor il compito di accompagnare, ancora una volta, i vostri sogni.

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